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Un’infiltrazione consiste in un’iniezione di liquido nel tessuto peri-articolare dove si trova l’infiammazione. Le infiltrazioni, se prescritte adeguatamente, costituiscono una soluzione ottimale a problematiche come la borsite, la tendinite o qualora siano presenti disturbi che impediscano di condurre una normale vita quotidiana.

Si possono iniettare diverse tipologie di liquidi, per le articolazioni si è soliti utilizzare:

  • acido ialuronico
  • collagene
  • cortisone
  • antiinfiammatori
  • fattori di crescimento anche noti come Plasma Ricco di Piastrine (PRP).

Con le infiltrazioni si possono trattare anche patologie di origine reumatica come artrite ed infiammazioni o di disturbi di origine traumatica come la borsite, la tendinite o l’epicondilite. Patologie frequenti come il tunnel carpale, la spalla congelata o il dito a scatto possono essere trattati con questo trattamento ugualmente.

 

Le infiltrazioni si eseguono per dare sollievo a dolori articolari che affliggono le articolazioni, ma anche i tendini ed i muscoli. Queste infiltrazioni possono essere effettuate tanto nelle cavità articolari come nel ginocchio, nel polso o nel gomito quanto nei tessuti circostanti come i tendini ed i legamenti.

Per dare un quadro più preciso delle infiltrazioni è necessario fare una distinzione in base al tipo di patologia articolare.

  • Malattie Articolari Degenerative, ovvero quelle causate dall’usura della cartilagine o dall’artrosi
  • Malattie Articolari Infiammatorie, ossia quando il liquido sinoviale è compromesso come nell’artrite

Se hai subito un trauma o un intervento chirurgico alla mano ed al polso, o se soffri da tempo di un dolore o impedimento, la soluzione potrebbe esser uno Splint, ovvero un Tutore, un’Ortesi su misura!

Ancora poco utilizzati in Italia, ma in larga diffusione; sono realizzati in materiale termoplastico, modellabile già a temperatura dai 60-70°.

Il trattamento richiede un supporto di conoscenze (anatomia, fisiologia, protocolli riabilitativi) ed abilità specifiche (tecniche e materiali).

Gli obiettivi sono:

  • agevolare le attività della vita quotidiana
  • permettere il movimento
  • far riposare una struttura (articolazione, nervo, …)
  • migliorare la funzionalità garantendo il massimo comfort
  • ridurre il dolore
  • proteggere una struttura a rischio

Il confezionamento di ortesi personalizzate con materiale termoplastico, siano esse di riposo o funzionali, si rivela un’arma efficace nel trattamento sia conservativo che post-chirurgico di patologie della mano quali:

  • fratture
  •  tendiniti e dita a scatto
  • morbo di Dupuytren e Sindrome di De Quervain
  • sindrome del Tunnel Carpale
  • rizoartrosi
  • lesioni legamentose e nervose
  • compressioni nervose
  • …

Il tutore garantisce un’efficiente traspirazione della pelle e un’ottima tollerabilità data la composizione atossica dei suoi materiali.

Un alto livello di comodità, grazie alla leggerezza dei materiali, e allo stesso tempo di protezione.

Inoltre può prevenire patologie secondarie ad una immobilizzazione eccessiva delle articolazioni lontane alla lesione (rigidità, algodistrofia, compressioni,…), come può succedere in alcuni casi di primo soccorso con gessi, valve, stecche troppo ingombranti o inadeguati per il tipo di problematica.

 

L’ortopedia è la specialità medica che si occupa del trattamento delle malformazioni e dei problemi funzionali dell’apparato scheletrico e delle strutture a esso associate, come i muscoli e i legamenti.

Fra le patologie più spesso trattate dall’ortopedico sono incluse:

  • problemi alla spalla: sindrome da conflitto sotto-acromiale, lesione della cuffia dei rotatori, instabilità della spalla, lussazione della spalla, artrosi
  • problemi al ginocchio: artrosi, lesioni del menisco, lesioni delle cartilagini, problemi al legamento crociato anteriore, sindrome femoro-rotulea
  • problemi all’anca: artrosi
  • problemi alla mano: sindrome del tunnel carpale
  • problemi al piede: alluce valgo
  • fratture
  • scoliosi
  • mal di schiena
  • slogature

Un appuntamento con l’ortopedico può essere una buona idea in caso di problemi alla schiena, alle spalle, all’anca, alle ginocchia o alle caviglie. I sintomi che possono indirizzare da questo specialista sono:

  • difficoltà a compiere attività semplici come fare le scale o portare le borse della spesa
  • dolore ai muscoli, ai tendini o alle articolazioni che durano per più di pochi giorni
  • dolori alle articolazioni che diventano più intensi con il riposo
  • gonfiori o formazione di lividi a livello delle articolazioni o in seguito a traumi
  • limitazione delle possibilità di movimento, ad esempio difficoltà a tenere dritta la schiena
  • deformità delle articolazioni
  • segnali di infezioni come infiammazione e riscaldamento dell’area interessata, febbre e arrossamenti
  • qualsiasi sintomo anomalo in una parte del corpo colpita da dolore.

La Fisiatria è una branca della medicina che si occupa della riabilitazione e del recupero delle funzioni del paziente. Non si rivolge quindi soltanto al trattamento della patologia, ma interviene per migliorare la situazione globale in cui versa l’individuo che presenta condizioni problematiche di varia tipologia, in particolar modo dal punto di vista ortopedico, neurologico e respiratorio.

Il Fisiatra interviene sia nel trattamento di patologie di nuova insorgenza, sia nella prevenzione per limitare la progressione e l’impatto sulla funzione del paziente con patologie croniche. Il primo approccio generalmente sarà di tipo conservativo tramite la rieducazione motoria e le terapie fisiche che ci consentono nelle fasi precoci di aumentare l’autonomia del paziente ed attenuare i sintomi dolore. Con il progredire della patologia, dove il trattamento conservativo non è più sufficiente, abbiamo a disposizione la chirurgia protesica: in tal caso interverrà l’ortopedico, ma dopo l’intervento chirurgico è fondamentale che il paziente sia sottoposto a un buon trattamento riabilitativo e dunque torna a occuparsene il fisiatra.

I più frequenti problemi di competenza del fisiatra sono:

  • difficoltà connesse a patologie del sistema muscolo-scheletrico
  • postumi di protesizzazione di anca o di ginocchio
  • lombosciatalgie
  • esiti di traumi
  • artrosi
  • malattie infiammatorie articolari

Di regola ancor più impegnativi sono i problemi posti da:

  • disturbi del linguaggio
  • disturbi di deglutizione
  • incontinenza vescicale

che possono seguire e/o accompagnare una lesione cerebrale, anche dopo l’eventuale trattamento neurochirurgico (per esempio ictus, sclerosi multipla, malattia di Parkinson, tumore o trauma cerebrale, malattie infiammatorie, vascolari, neoplastiche o traumatiche del midollo spinale).

Il medico Fisiatra (o medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa) può agire da solo molto raramente. La regola è che esso rappresenti la figura di riferimento per un’articolata équipe multi-professionale che comprende figure diverse.

 

L’osteopatia è un sistema affermato e riconosciuto di prevenzione sanitaria che si basa sul contatto manuale per la diagnosi e per il trattamento. Rispetta la relazione tra il corpo, la mente e lo spirito: pone l’enfasi sull’integrità strutturale e funzionale del corpo e sulla tendenza intrinseca del corpo ad auto-curarsi. Il trattamento osteopatico viene visto come influenza facilitante per incoraggiare questo processo di auto-regolazione. I dolori accusati dai pazienti risultano da una relazione reciproca tra i componenti muscolo-scheletrici e quelli viscerali di una malattia o di uno sforzo.

L’osteopatia è una medicina manuale, un sistema di diagnosi e trattamento che pur basandosi sulle scienze fondamentali e le conoscenze mediche tradizionali (anatomia, fisiologia, biomeccanica, neurologia, ecc..), attraverso manipolazioni e manovre specifiche si dimostra efficace per la prevenzione, valutazione ed il trattamento di disturbi che interessano l’apparato neuro-muscolo scheletrico e non solo.

Il ruolo dell’osteopata è quello di eliminare ostacoli e interferenze del corpo al fine di permettere all’organismo, sfruttando i propri fenomeni di autoregolazione e di auto guarigione di ritrovare la salute.

Se c’è equilibrio tra struttura e funzione la malattia non insorge e questo equilibrio non creerà delle zone di compenso

L’organismo è alla costante ricerca del confort, e non può abituarsi al dolore ecco che cerca il compenso, che è una strategia del corpo, attraverso una serie di modificazioni posturali del nostro  per non percepire il dolore.

I principi dell’osteopatia sono:

  • Il corpo è un’unità
  • Il corpo ha le capacità di auto regolarsi, di auto guarire e di mantenere la salute
  • Struttura e funzione sono reciprocamente correlate
  • La persona è vista nella sua globalità, come un sistema composto da muscoli, ossa, visceri, da apparati (circolatorio, nervoso, linfatico, da posture e psiche)

L’osteopatia pediatrica e neonatale, grazie ad un approccio fatto di pressioni delicate e non invasive, aiuta il bambino a liberarsi dalle tensioni  stimolando la sua capacità di autoregolazione (principio di autoguarigione).

Le indicazioni più comuni sono:

  • difficoltà di suzione
  • stipsi – coliche – reflusso
  • disturbi del sonno e irritabilità
  • problemi posturali – paramorfismi
  • asimmetrie craniche – torcicollo
  • otiti ricorrenti – problemi respiratori
  • enuresi
  • ritardi nello sviluppo
  • disturbi dell’apprendimento e altro..

La fisioterapia è una branca della medicina che si occupa di prevenire o curare problemi legati all’apparato muscolo-scheletrico, neurologico o viscerale.

Spesso i medici si riferiscono alla fisioterapia con il termine fisiokinesiterapia o con l’abbreviazione fkt. La fisiokinesiterapia non è altro che la fisioterapia per la riabilitazione motoria. Se dal greco fisio significa naturale, kinesi significa movimento. Quindi fisiokinesiterapia sta per terapia naturale con il  movimento.

Il fisioterapista è un operatore sanitario laureato in Fisioterapia con competenze approfondite dell’anatomia umana e delle patologie legate ad essa, in particolare muscolo-scheletriche o neurologiche. Il percorso di studi per diventare Fisioterapia prevede 3 anni di Università a cui seguono poi master e specialistiche.

È importante sapere che fin dall’inizio del percorso di studi il fisioterapista sceglie se concentrarsi sulla cura delle patologie ortopediche dell’apparato muscolo-scheletrico o neurologiche. È poco frequente che lo stesso fisioterapista nella sua carriera si occupi di entrambi. Quindi il paziente che vuole rivolgersi ad un fisioterapista deve prima di tutto accertarsi che sia specializzato nel tipo di patologia che lo interessa.

Lo scopo principale del fisioterapista è sia quello di prevenire che quello di curare delle difficoltà motorie, presentatesi in seguito ad un trauma oppure dovuti ad altre cause: fisiologiche e posturali.

Il lavoro di prevenzione lo può fare quando identifica delle abitudini scorrette, spesso posturali, che in futuro potrebbero diventare patologiche. Negli atleti invece la prevenzione consiste nell’allenamento della propriocezione e nel rinforzo muscolare mirato per prevenire gli infortuni.

Nella realtà dei fatti sono poche le persone che si rivolgono al fisioterapista in un’ottica di prevenzione. Sono invece molte purtroppo, quelle che vi si rivolgono dopo l’insorgere di un dolore acuto oppure prolungato nel tempo e quindi dopo il manifestarsi della patologia. A questo punto si parla di cura e non più di prevenzione.

Cosa cura il fisioterapista è quando è il caso di rivolgersi a lui:

  • Mal di schiena o lombalgia;
  • Sciatalgia o lombosciatalgia;
  • Cervicalgia;
  • Cervicobrachialgia;
  • Ernia del disco;
  • Colpo di frusta;
  • Lombalgia acuta o “colpo della strega”;
  • Fratture ossee;
  • Contusioni, distorsioni o lussazioni;
  • Infiammazioni articolari;
  • Riabilitazione post-intervento;
  • Riabilitazione dopo impianto di protesi;
  • Difetti di postura;
  • Scoliosi, dorso curvo, iperlordosi;
  • Traumi muscolari: strappi muscolari, lesioni o contratture;
  • Lesioni parziali o totali dei tendini;
  • Lesioni dei legamenti;
  • Sindrome del tunnel carpale;
  • Artrosi;
  • Artriti;
  • Tendiniti;
  • Epicondiliti;
  • Rinforzo muscolare;

La massoterapia è il massaggio terapeutico dei muscoli e dei tessuti connettivali, eseguito generalmente con le mani (massaggio manuale).
La massoterapia comprende varie tecniche di massaggio, aventi lo scopo di promuovere la salute e il benessere di diversi apparati del corpo umano, tra cui principalmente l’apparato muscolo-scheletrico.
Molto spesso, gli esperti di massoterapia definiscono quest’ultima come una pratica riabilitativa e preventiva nei confronti di molte malattie che hanno per oggetto i muscoli, i vasi sanguigni, i vasi linfatici e le terminazioni nervose di tipo motorio.

Il massaggio manuale apporta benefici al corpo in generale, perché:

  • Determina un miglioramento della circolazione sanguigna anche nei vasi più piccoli (capillari). Questo comporta un miglior apporto di ossigeno e nutrienti alle cellule dei tessuti interessati; un miglior apporto di ossigeno e nutrienti alle cellule fa sì che queste funzionino meglio e guariscano più velocemente da eventuali danni o lesioni non fatali;
  • Favorisce il drenaggio linfatico. Ciò migliora l’eliminazione delle sostanze di rifiuto da parte dei tessuti;
  • Stimola la secrezione di endorfine. Le endorfine sono sostanze chimiche prodotte dal cervello e dotate di una potente attività analgesica ed eccitante.
  • Blocca i segnali nervosi che fanno avvertire, all’essere umano, i dolori e le tensioni muscolo-tendinee.

Chi pratica la massoterapia ritiene che quest’ultima sia utile in caso di:

  • Muscolatura contratta;
  • Muscolatura dolente;
  • Contratture o indurimenti dei tendini;
  • Stress psicofisico (es: ansia, disturbi dell’ansia, depressione minore ecc);
  • Ritenzione idrica;
  • Cellulite.

La massoterapia, quindi, è indicata contro il dolore muscolare, per il rilassamento di muscoli e tendini, per un miglioramento del drenaggio linfatico e per una distensione psichica (rilassamento nervoso).

La Terapia occupazionale è un trattamento che consiste nella riabilitazione della mano e dell’arto superiore finalizzato al raggiungimento dell’autonomia residua (successivamente alla sua stima) e alla valutazione dell’eventuale utilizzo di ausili e/o ortesi.

La terapia si svolge nel corso di più sedute successive, il cui numero e la cui frequenza sono stabiliti sulla base delle singole necessità dal terapista occupazionale a seguito di un primo incontro utile a valutare con precisione il caso. Successivamente viene intrapresa l’attività riabilitativa vera e propria, che prevede:

  • rinforzo muscolare
  • training
  • recupero funzionale delle prese manuali e della coordinazione
  • training propriocettivo
  • training della sensibilità
  • riduzione dell’ipertono muscolare
  • addestramento al recupero dell’autonomia

Nel corso delle sedute, infine, si procede alla valutazione per un’eventuale prescrizione di ausili e/o ortesi utili a migliorare la qualità della vita del paziente e, conseguentemente, all’approccio agli stessi. Scopo principale dei trattamenti è il miglioramento delle prestazioni motorie di mano e arto superiore, per recuperare il massimo grado di autonomia possibile del paziente.

La Terapia occupazionale è indicata in tutti quei casi in cui sia intervenuto un danno alla mobilità e all’uso degli arti superiori, causato indifferentemente da patologie neurologiche, ortopediche o reumatologiche.

La visita con il nutrizionista serve per aiutare la persona a:

  • perdere peso
  • imparare a conoscere quello che mangia, mantenendo il peso e proteggendo la propria salute
  • prevenire l’invecchiamento precoce attraverso un alimentazione di qualità
  • avere consigli su come alimentare correttamente ciascun componente della famiglia
  • combattere a tavola una serie di problemi quali: colesterolo, reflusso gastrico, diabete, ipertensione, ma anche cistiti, candidosi, ritenzione idrica, gonfiori addominali, celiachia, intolleranze alimentari, ecc.

Il rapporto con il nutrizionista si articola in una serie di incontri volti a definire gli obiettivi del paziente, i tempi e le modalità del percorso da intraprendere.

Con lo scopo di definire gli obiettivi del paziente, tempi e modalità del percorso da intraprendere, durante il primo incontro il nutrizionista effettua un’anamnesi completa della persona:

  • Valutazione della storia delle patologie della famiglia e del paziente al fine di poter consigliare gli alimenti più adatti, nell’eventuale attività di prevenzione di patologie famigliari.
  • Raccolta di informazioni sulla storia del peso del paziente.
  • Conoscere le eventuali oscillazioni di peso che il paziente ha avuto negli anni, se ha seguito diete in precedenza e di che tipo (es: iperproteiche e con l’ausilio di farmaci) è molto utile per poter elaborare un buon percorso alimentare.
  • Rilevamento di altezza, peso, circonferenze, BMI (Indice di massa corporea), BM (Metabolismo basale a riposo), grasso viscerale, rilevazione del grasso sottocutaneo tramite plicometria, valutazione del fabbisogno energetico
  • Anamnesi nutrizionale: il nutrizionista studia le  abitudini alimentari e lo stile di vita del paziente e di eventuali  comportamenti della famiglia, per poter elaborare un piano alimentare quanto più possibile facilmente eseguibile dalla persona. Il piano alimentare è strutturato con grammature o senza grammature a seconda delle personali esigenze.
  • Anamnesi sportiva